Palazzo Rasponi - Ravenna
Il nucleo principale di Palazzo Rasponi dalle Teste appare nella sua sontuosità barocca: il centro di simmetria del prospetto principale segnato dall’alto portale, l’androne passante, il trionfale scalone marmoreo e il salone dei ricevimenti al piano nobile. L’affaccio è oggi su piazza Kennedy, spazio ricavato nel 1938 attuando la demolizione di un isolato di impianto medievale, mentre originariamente la facciata principale prospettava su una strada. I prospetti sono in laterizi, trattati con la sagramatura, una tecnica di finitura e uno strato di sacrificio, per la protezione dei paramenti murari, composta da un sottile intonachino a base di coccio pesto. In particolare, le parti decorative del prospetto su via M. di Savoia sono state riproposte usando impasti differenziati a base cementizia poi scialbati ad imitazione delle pietra naturale “lapidei artificiali”  e una pietra calcarea meno bianca di quella d’Istria originale. Le teste decorative dei due prospetti considerati sono tutte in pietra naturale. Conseguentemente alla raccolta dei dati ed alla luce dei risultati dei campioni sottoposti ad indagini diagnostiche, si è potuto procedere con i test necessari per la messa a punto dei materiali e delle tecniche d’applicazione.
Per gli elementi lapidei naturali si è proceduto con un primo preconsolidamento mediante polimeri e prodotti consolidanti; quindi è seguita una idropulitura a bassa pressione con successiva rimozione dei depositi incoerenti e delle croste nere mediante puntuali impacchi, qualora necessario anche ripetuti. Elementi in stato di precarietà o lesionati hanno necessitato di preliminari e puntuali consolidamenti strutturali.
Per gli apparati decorativi interni (la pietra, i marmi, gli intonaci, gli stucchi e i soffitti lignei decorati) si possono genericamente comparare le fasi operative, ovviamente variando i materiali e le tecniche utilizzate a seconda del supporto trattato. Genericamente, la prima fase ha riguardato riguarda la rimozione dei depositi incoerenti, prestando particolare attenzione alla presenza di parti precarie e a rischio di caduta. A seguire: la messa in sicurezza delle suddette parti precarie; la scopritura tramite descialbo di apparati decorativi, stucchi e intonaci antichi; il fissaggio ed il consolidamento di tutti gli strati costitutivi (superficiali e profondi); la pulitura, generalmente effettuata per gradi di approfondimento; la rimozione di stuccature ed elementi incongrui; la fase di stuccatura di lesioni, lacune superficiali e profonde, nonché la discontinuità  e a seguire le fasi conclusive di miglioramento estetico e il trattamento finale protettivo. L’intervento  è stato documentato su base grafica  e fotografica digitale.