Palazzo Carrega Cataldi
Il palazzo Carrega Cataldi, sito in Genova, è stato costruito tra il 1558 e il 1561, dichiarato patrimonio dell’Unesco, attualmente è sede della Camera di Commercio. Gli interventi hanno riguardato il restauro delle facciate su Piazza del Ferro e sui vicoli laterali, alcuni ambienti del piano nobile oltre agli affreschi e agli stucchi dell’atrio principale.
Per quanto riguarda l’intervento sulle facciate, è stato preceduto da una preliminare analisi della tecnica esecutiva, dei materiali, nonché dello stato di conservazione, al fine di evidenziare le necessità dell’opera e poter predisporre un adeguato piano di recupero con azioni finalizzate e peculiari.
Le superfici pittoriche realizzate con la tecnica dell’affresco, presentano diverse problematiche dovute principalmente all’esposizione diretta agli agenti atmosferici ed inquinanti con diversi livelli di gravità.
Principali forme di degrado riscontrate:
-          deadesioni degli strati di composizione dell’intonaco con conseguente formazione di sacche interstrato;
-          un quadro importante fessurativo;
-          estese e grossolane riprese degli intonaci, sparse sulla superficie, alcune delle quali effettuate tramite una grossolana malta a base di calce, altre tramite malta a base cementizia.
Preliminarmente all’intervento di restauro è stata eseguita una rimozione meccanica di elementi impropri e stuccature inidonee per configurazione e/o matericità. In seguito un pre-consolidamento superficiale, il risarcimento dei difetti di decoesione e de adesione degli strati di intonaco, la pulitura superficiale;  la stuccatura delle lesioni e delle fessurazioni a rispetto dei reali bordi della lacuna e del livello della superficie originaria; la reintegrazione pittorica e l’applicazione generalizzata di protettivo.
Per quanto riguarda l’intervento effettuato sull’atrio d’ingresso invece, lo stato conservativo era generalmente buono, con depositi superficiali tendenzialmente incoerenti, efflorescenze saline, decoesione della pellicola pittorica, presenza di stuccature inidonee, distacchi localizzati e fessurazioni.
La metodologia dell’intervento è stata, come di consueto in questi casi, preconsolidamento della pellicola pittorica, rimozione a secco dei depositi superficiali tramite spugne Whishab, alleggerimento delle vecchie ridipinture, estrazione dei sali solubili tramite impacchi , stuccatura di crepe e fessurazioni, infine, intervento pittorico a velatura sottotono e a tratteggio.