Chiesa di San Martino - Bologna
Si tratta di una facciata in mattoni, con alla sommità, in corrispondenza dei contrafforti, quattro pinnacoli in arenaria con guglia conica; tutte le parti costituenti il monumentale portale d’ingresso a cuspide, sono in materiale lapideo, mentre all’interno delle nicchie presenti sui quattro contrafforti sono presenti decorazioni musive.
Considerando l’ubicazione della chiesa di S. Martino, esposta al traffico veicolare, con il sagrato antistante la facciata, tuttora adibito a parcheggio, la presenza sull’intera facciata in laterizio di diffuse croste nere prodotte dal deposito di particellato, più spesse nei sottosquadri, è assolutamente comprensibile. Inoltre, le zone esposte agli agenti atmosferici, presentano evidenti percolamenti e dilavature. Corrispondente circa all’altezza dello zoccolo corre, per quasi tutta la facciata, una fascia di alterazione, indicante, oltre alla presenza di depositi coerenti, il livello di risalita capillare dell’umidità; questo fenomeno ha causato, un esteso attacco biodeteriogeno (muschi e licheni). Infine sono presenti delimitati distacchi ed esfoliazioni a causa del fenomeno gelo/disgelo. Particolarmente cattivo era lo stato di conservazione dei pinnacoli in arenaria, per le caratteristiche fisiche e meccaniche del materiale stesso, e per l\'esposizione diretta agli agenti atmosferici.
L’intervento preceduto da una fase di studio e dall’ acquisizione di informazioni e documentazioni tecniche e storiche, ha contemplato:
-                     l’ estrazione preliminare di tutti gli elementi incongrui emersi durante la ricognizione visiva dell’intera superficie;
-                     l’ asportazione meccanica di stuccature cementizie e della malta incongrua presente sullo zoccolo. In seguito è stata sostituita con una nuova malta idonea a base idraulica, cromaticamente compatibile;
-                     il preconsolidamento delle zone particolarmente erose delle arenarie, delle malte e dei laterizi tramite silicato di etile applicato a pennello. Il materiale da trattare è stato saturato fino a rifiuto del prodotto consolidante in modo da raggiungere il sottostante nucleo sano;
-                     la stuccatura delle fessurazioni e il risarcimento dei giunti di malta di allettamento esistenti tra i mattoni della muratura con una malta a base di polvere di coccio pesto e calce idraulica. L’intervento si è reso necessario al fine di evitare: la penetrazione di acqua e l’attecchimento di vegetazione, patine biologiche, depositi organici ed inorganici;
-                     il trattamento biocida e la disinfestazione della parte inferiore della facciata, degli strombi delle finestre e dei pinnacoli;
-                     la pulitura puntuale e differenziata dei diversi materiali (paramento murario,superfici lapidee e musive, elementi in ferro e metallici; vetrate policrome);
-                     la sostituzione delle 32 colonnine dei pinnacoli;
-                     il trattamento protettivo generalizzato.