Basilica di Santa Maria in Valvendra - Lovere
Le operazioni di restauro hanno interessato principalmente affreschi e stucchi presenti sulla campata sinistra della Basilica di Santa Maria in Valvendra, risalenti principalmente al XVI sec.
Da porre in evidenza gli stucchi dorati e le decorazioni ad affresco della sontuosa Cappella dell’Immacolata realizzate nella prima metà del XVI secolo da  Andrea Manerbio.
Per quanto riguarda le decorazioni a stucco, degno di nota è il doppio strato di finitura a foglia d’oro; una più antica, tenace e resistente, e una più recente, realizzata durante l’intervento del 1855, più sensibile all’acqua. Infatti quest’ultima versava in avanzato stato di degrado, principalmente a causa dell’umidità. L’effetto era una frammentazione e distacco della foglia, compresi gli strati di supporto, di vario spessore. Inoltre efflorescenze saline erano presenti un po’ ovunque, insieme e depositi superficiali incoerenti.
Dal diario di cantiere, osservazioni annotate in fase d’opera:
- 29/01/2002 - Piano Terreno - Lesene poste ai lati della cornice centrale: le porzioni in rilievo evidenziano una doratura originale, effettuata tramite tecnica a missione; le scanalature (interne alle lesene), evidenziano la presenza di uno strato di finitura originale, presumibilmente a base di calce di tono grigio chiaro, lo stesso tono e la stessa materia è presente sugli stucchi della volta al di sotto dello strato “di rifacimento”. Le superfici non sono state “riprese” in quanto non visibili poiché coperte dalla cornice “barocca”;
- 19/03/2002 - Fregio posto sotto il livello del cornicione e fondi della volta: entrambi attualmente rivestiti dalla tinta di tono azzurro, possiamo affermare che i motivi decorativi originali non erano in rilievo come appaiono ora. Sotto lo strato di tono azzurro si evidenzia un fondo anch’esso dorato (applicato con tecnica a missione) con motivi decorativi realizzati tramite incisione diretta. Presumibilmente la differenza tra fondo e decori, era data semplicemente dalla diversa resa della doratura.
Nelle porzioni affrescate è presente uno strato di arriccio a base di calce e granulometria piuttosto grossa. Gli artisti hanno riportato i testi decorativi utilizzando due tecniche diverse tra loro in riferimento alle zone da campire: nella cappella sono state dipinte direttamente le linee guida da seguire nella campitura a colore (sinopia) mentre nelle altre zone, con realizzazione di decorazioni meno dettagliate in aree di dimensioni più grandi, i bordi delle figure sono stati incisi con lo stilo (incisione). Inoltre merita una nota il fatto che in molte zone erano difficilmente individuabili le giornate di lavoro, questo a dimostrazione dell’altissima abilità tecnica nella rapidità d’esecuzione dell’ artista. In generale gli affreschi versavano in buono stato, gli unici danni gravi erano principalmente antropici (vecchi adesivi, fori, grappe metalliche); meno gravi, efflorescenze saline, micro sollevamenti e decoesioni. Le fasi del restauro, a seconda del tipo di supporto, sono state principalmente: desalinizzazione, prefissaggio, reintegro delle lacune, pulitura, stuccatura, doratura a foglia e in conciglia, presentazione estetica.